Il 70% degli utenti che aggiunge un prodotto al carrello non completa l’acquisto. Non è un problema di prodotto, né di prezzo: nella maggior parte dei casi è un problema di esperienza. Checkout complicato, sorprese sui costi, mancanza di fiducia. Cose che si possono risolvere. Ecco 7 interventi concreti, testati su progetti reali.
La causa numero uno di abbandono è vedere spese di spedizione o IVA aggiunte all’ultimo momento. L’utente si sente ingannato e chiude.
Cosa fare: mostra il costo di spedizione già nella pagina prodotto o nel carrello, prima che l’utente inizi il checkout. Se offri la spedizione gratuita sopra una soglia, rendila visibile con una barra di avanzamento (“Ti mancano €12 per la spedizione gratuita”).
In WooCommerce puoi abilitare il calcolo della spedizione direttamente nel carrello dalle impostazioni → Spedizione.
Ogni campo in più è un’occasione per abbandonare. Nome, cognome, email, indirizzo: già sono tanti. Chiedere il numero di fax nel 2025 non è un’esagerazione — succede ancora.
Cosa fare: riduci i campi al minimo indispensabile. Valuta un checkout in una pagina (one-page checkout). In WooCommerce plugin come Fluid Checkout o CartFlows semplificano notevolmente il processo senza sviluppo custom.
Obbligare alla registrazione prima dell’acquisto è uno dei modi più efficaci per perdere un cliente. Chi compra per la prima volta non vuole creare un account: vuole comprare.
Cosa fare: abilita il guest checkout in WooCommerce (Account → Ordini e registrazione → spunta “Consenti acquisti come ospite”). Puoi sempre invitare alla registrazione dopo l’acquisto, quando c’è già fiducia.
L’utente sta per inserire la carta. In quel momento il cervello cerca rassicurazioni. Se non le trova, si ferma.
Cosa fare: posiziona vicino al bottone di acquisto elementi come: icone dei metodi di pagamento accettati, badge SSL/sicurezza, politica di reso chiara (“Reso gratuito entro 30 giorni”), recensioni verificate. Non in fondo alla pagina — vicino al punto di decisione.
Chi abbandona il carrello non è perso per sempre. Spesso basta un promemoria nel momento giusto.
Cosa fare: imposta una sequenza di email automatiche: la prima entro 1 ora dall’abbandono (“Hai dimenticato qualcosa?”), la seconda dopo 24 ore, eventualmente la terza dopo 3 giorni con un piccolo incentivo. In WooCommerce strumenti come Klaviyo, MailChimp con automazioni o AutomateWoo gestiscono questo flusso in modo efficace. Il tasso di recupero medio si aggira tra il 5% e il 15% — non trascurabile.
Oltre il 60% del traffico e-commerce arriva da mobile, ma i tassi di conversione da mobile sono ancora molto più bassi del desktop. Spesso il checkout su smartphone è semplicemente unusable: bottoni troppo piccoli, form difficili da compilare, tastiera che copre i campi.
Cosa fare: testa il checkout sul tuo telefono, non solo sul desktop. Controlla che: i campi siano abbastanza grandi da toccare, la tastiera numerica si apra automaticamente per i campi carta/telefono, i bottoni siano raggiungibili con il pollice, il processo non richieda zoom o scroll orizzontale.
L’incertezza blocca l’acquisto. “Disponibile” non dice nulla. “Spedito domani, consegna stimata 28-30 maggio” è un’altra cosa.
Cosa fare: indica disponibilità reale (non solo “in stock”), tempo di spedizione stimato e data di consegna prevista. Se il prodotto è quasi esaurito (“Ultime 3 unità”), dirlo crea urgenza reale — non fasulla. Plugin come WooCommerce Shipping o integrazioni con i corrieri (Sendcloud, per esempio) possono automatizzare i tempi di consegna stimati.
Non serve rifare il sito da zero. Spesso bastano interventi mirati — un campo rimosso, un costo mostrato prima, un’email al momento giusto — per spostare il tasso di conversione in modo significativo. Inizia dai punti 1, 2 e 3: sono i più veloci da implementare e quelli con impatto maggiore.
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